Perché non riusciamo più a fare a meno di Paradoxe?
Una storia che dura da quattro anni
È stato lanciato quasi quattro anni fa, ma è sempre una garanzia: Paradoxe è decisamente il profumo migliore mai creato da Prada. La fragranza è stata presentata ufficialmente nel settembre 2022 con la campagna che ha visto protagonista Emma Watson ed è stato creato dai maestri profumieri Nadège Le Garlantezec, Antoine Maisondieu e Shyamala Maisondieu. Si tratta di un profumo floreale-ambrato con note di pera, neroli, gelsomino e vaniglia. Ma la versione migliore, Paradoxe Intense, è stata lanciata nel 2023.
Perché tutte lo amiamo?
Nonostante il tempo trascorso dalla sua uscita e le altre fragranze lanciate sul mercato da uno dei brand più importanti d’Italia, Paradoxe è ancora il profumo più conosciuto e amato fra donne e ragazze. Ma perché ci piace così tanto e non riusciamo a utilizzare un profumo diverso da quando lo abbiamo provato la prima volta? Semplice: Paradoxe rappresenta e trasmette esattamente quello che ad oggi vogliamo essere: freschezza, profondità, identità chiara, eleganza. Per non parlare di come questo inconfondibile profumo rimanga sulla pelle e sugli indumenti che indossiamo per intere giornate, regalandoci costantemente sensazioni uniche.
Dove trovare Paradoxe
Insomma, davanti a una scelta così vasta, con Paradoxe abbiamo ormai la certezza di non sbagliarci. Il profumo è disponibile in diverse declinazioni, per esempio un profumo per capelli dalla fragranza più fresca rispetto a ParadoxeIntense, il quale invece è più adatto a un’uscita serale o a un’occasione speciale. È disponibile in tutte le sue versioni sul sito di Prada o dei vari negozi distributori.
La manifestazione più grande d’Italia dedicata ai videogiochi con tutte le ultime novità.
Fiera Milano e IIDEA, l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia, sono liete di presentare la quarta edizione di Milan Games Week & Cartoomics, l’evento che dal 2021 riunisce gli appassionati di videogiochi, fumetti e cultura pop in un’unica grande festa collettiva! Quest’anno, l’evento animerà ben tre padiglioni del polo Fieramilano a Rho dal 28 al 30 novembre 2025.
Passione gaming
Come di consueto, la manifestazione più grande d’Italia dedicata ai videogiochi non potrà che dare ampio spazio a questo ambito nel programma della prossima edizione. I visitatori possono aspettarsi di testare le ultime novità videoludiche del momento e alcune anteprime esclusive di prodotti in uscita a breve tramite le postazioni messe a disposizione dai nostri partner! Grande attenzione anche alla scena competitiva degli e-sports, con la presenza dei più grandi campioni italiani.
Il festival dei comics!
Grande rilevanza assumerà ovviamente anche l’area incentrata su fumetti e manga. Durante gli incontri, i firmacopie e le presentazioni previste, sarà possibile incontrare sceneggiatori e disegnatori di rilievo nel panorama fumettistico italiano e internazionale! Sarà possibile richiedere loro delle commissioni e, perché no, fare quattro chiacchiere sulla passione che hanno trasformato in lavoro. Inoltre, le case editrici che collaborano all’evento saranno presenti con le loro ultime pubblicazioni presso gli stand dedicati. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti del genere!
La magia del cinema
Per il terzo anno di fila, farà ritorno anche il Fantasticon Film Fest, la rassegna cinematografica ospitata dal centro servizi adiacente ai padiglioni della fiera. Protagonisti del ricco cartellone di proiezioni, panel e conferenze, incluso nel biglietto d’accesso, saranno noti registi e attori dei film e delle serie tv maggiormente in voga! Un’esperienza straordinariamente immersiva pensata apposta per i più accaniti cinefili!
Cosplayer a raccolta!
Da sempre, i travestimenti dei vostri personaggi preferiti costituiscono una delle anime più vivaci della nostra manifestazione, e anche alla prossima edizione gli amanti del cosplay troveranno pane per i loro denti a Milan Games Week & Cartoomics, con un’area a loro dedicata, sfilate e un contest per il miglior costume.
Per gli amanti del collezionismo
Alla fiera torneranno in gran numero anche le bancarelle di gadget a tema! Gli appassionati di questo tipo di merchandising troveranno action figures, carte collezionabili e edizioni limitate introvabili da altre parti. Una fantastica opportunità di arricchire la propria collezione di pezzi unici!
Infine…
…non è finita qui! Tutto questo è solo un assaggio di ciò che sarà presente in fiera. Sono state preparate molte altre sorprese, che potrete scoprire soltanto vedendo di persona! Vi aspettiamo!
Abbracciare un nuovo stile di vita salutare senza rinunciare al gusto, da oggi è possibile.
Ci sono milioni di motivi per passare a un’alimentazione vegetale: lo dicono tutti, ma soprattutto lo dice la scienza. Il consumo di troppi grassi animali ha effetti negativi per la nostra salute e per il pianeta. La nuova linea di tortini VEGANway permette di abbracciare un nuovo stile di vita più rispettoso dell’ambiente e del nostro corpo: da oggi si può dire addio alla carne.
Perché passare a un’alimentazione vegetale?
I benefici di un’alimentazione vegetale sono moltissimi. Prima di tutto, una simile scelta comporta una notevole riduzione dei consumi in termini di acqua, emissioni di anidride carboni e occupazione di suolo. Solo nello scorso anno i grandi allevamenti intensivi sono stati responsabili del 75% di emissioni di ammoniaca in Italia, la seconda fonte di formazione di polveri sottili.
Ma i grandi benefici di questa scelta riguardano anche la nostra salute personale: secondo diverse ricerche un minore apporto di carne permette di ridurre il rischio di ammalarsi di condizioni come diabete, ipertensione, obesità e anche alcune forme tumorali. Insomma, un’alimentazione vegetale, se equilibrata in modo corretto, migliora la vita di tutti noi.
Come passare a un’alimentazione vegetale?
Abbracciare un nuovo stile di vita non è mai semplice e può richiedere un grande sforzo. In cucina e altrove i cambiamenti non sono mai facili da affrontare, soprattutto quando ci si trova in un ambiente che non supporta le nostre decisioni. Ecco perché è importante procedere a piccoli passi e abbandonare in modo graduale abitudini che possono essere dannose per la nostra salute e per quella del nostro pianeta.
È opinione comune pensare che abbandonare la carne significa abbandonare il gusto e le ricette che tanto amiamo e fin dall’infanzia fa parte della nostra alimentazione quotidiana (come dimenticare le polpette della nonna?). Ma da oggi, grazie alla nuova linea VEGANway dire addio alla carne non è mai stato così facile: immagina poter ottenere tutti i benefici di un’alimentazione vegetale senza abbandonare le ricette che ami così tanto. Se non sei disposto a scendere a compromessi sul gusto ma vuoi contribuire al cambiamento di domani, allora ti trovi nel posto giusto!
Proprio così: VEGANway offre una linea di prodotti che ricreano in modo esatto il sapore della carne ma con ingredienti al 100% di origine vegetale, garantendo un apporto adeguato di fonti proteiche ma senza impatto negativo sull’ambiente e sul nostro corpo.
Dove trovare VEGPERTUTTI?
Da oggi puoi trovare VEGANway in tutti i negozi biologici e nelle grandi catene di supermercati. Stiamo lavorando per cercare di raggiungerti in ogni luogo e darti la possibilità di conoscere i nostri prodotti. Vieni a conoscere il nostro sito per scoprire le nostre novità e per usufruire dei nostri sconti. Con noi potrai finalmente abbracciare un nuovo stile di vita e dire addio alla carne: mangiare vegetale non è mai stato così facile.
l più a nord dei Grandi Laghi Prealpini è stato ed è tutt’oggi meta di pellegrinaggio religioso, culturale e sportivo.
Posizionato tra il bacino del Lago Maggiore e le Alpi Cusiane, il Lago d’Orta rappresenta per l’intera regione Piemonte un vanto unico sia per storia che per esperienze naturalistiche. L’isola di San Giulio, il Sacro Monte di Orta e l’intero complesso di paesi che costeggiano le acque lacustri propongono un’esperienza di vacanza a 360°, in grado di soddisfare qualsiasi desiderio.
L’isola di Gianni Rodari: San Giulio
Screenshot
In mezzo alle montagne c’è il Lago d’Orta, in mezzo al lago d’Orta, ma non proprio a metà, c’è l’isola di San Giulio.
Gianni Rodari, originario di Omegna, dedica al lago uno dei più celebri dei suoi racconti: C’era due volte il barone Lamberto.
Il protagonista del racconto vive nel Palazzo dei Vescovi, affiancato oggi dall’Abbazia Mater Ecclesiae un convento di clausura femminile, dedito allo studio e al restauro di testi antichi. L’intera isola è visitabile e al suo interno è possibile passeggiare tra le case dei canonici e tra vie adornate da messaggi di silenzio e meditazione.
A Rodari è dedicato ad Omegna il Parco della Fantasia, un parco letterario interattivo che permette di scoprire i mondi narrativi di Rodari e di liberare la creatività dei visitatori più giovani grazie a palcoscenici, concorsi e animatori esperti in giochi linguistici e filastrocche.
Il pellegrinaggio religioso e l’incontro di Nietzsche: Sacro Monte di Orta
appa fondamentale della Pereginatio dedicata a San Francesco d’Assisi, iniziata nel 1547 da Fra Bernardino Colombano, è il complesso di venti cappelle interamente dedicate al Santo. Situate sul Sacro Monte d’Orta l’intero sito è stato nominato patrimonio mondiale dell’umanità per la capacità di coniugare l’architettura con il paesaggio naturalistico che la circonda, riuscendo a creare un luogo di preghiera unico nel suo genere.
La vita di San Francesco viene raccontata dalla giovinezza alla morte lungo le venti cappelle grazie ad affreschi e statue di terracotta a grandezza naturale; è possibile visitarle tutti i giorni dalle nove del mattino alle quattro del pomeriggio, mentre la chiesa è sempre aperta ai visitatori.
Questo luogo carico di spiritualità è stato teatro degli ultimi momenti tra il filosofo tedesco Nietzsche e la scrittrice e psicanalista Lou von Salomé; proprio sul monte d’Orta avvenne il cosiddetto Idillio di Orta, dopo il quale il filosofo dovette accettare il fallimento sentimentale e iniziò a elaborare la propria teorizzazione più importante, l’übermensch.
All’avventura sul lago: gli sport Outdoor
Nordic walking, parapendio, Zipline, immersioni ma anche passeggiate a cavallo ed escursioni lungo le montagne; la quantità e varietà delle esperienze che il Lago d’Orta offre ai propri turisti è impareggiabile.
Con l’inizio della primavera il lago apre le proprie porte a tutti gli appassionati e non di sport Outdoor. Lanciarsi dal Mottarone regala una vista spettacolare sulle valli con anche la possibilità di organizzare il volo nell’orario del tramonto; grazie ad itinerari guidati e ai corsi organizzati dalla Scuola Walking Trail Italia è possibile percorrere i boschi e i sentieri carichi di storia del lago. Ad Omegna è presente un fiore all’occhiello di questa zona: la Zipline. Un cavo d’acciaio lungo 450 metri che permette ai più coraggiosi di volare sopra il lago in freestyle con il vento addosso in tutt’uno con l’aria.
Numerose sono anche le attività acquatiche per chi desiderasse bagnarsi e navigare sul lago; i turisti alla ricerca dell’adrenalina possono scegliere tra sci nautico, rafting e il meno conosciuto wake board, chi preferisce una gita al sole e a vento può godersi un’uscita in barca a vela mentre gli appassionati di flora e fauna lacustre troveranno una delle acque più pulite d’Italia per le loro immersioni.
Il Lago d’Orta offre un ventaglio d’esperienze tale da assicurare a qualsiasi visitatore una vacanza unica, che esso sia alla ricerca d’avventura, di cultura o anche soltanto di pace e tranquillità.
Per non perdere nessun aggiornamento sulle attività proposte dal Lago d’Orta è possibile iscriversi alla nostra Newsletter.
Neve e ghiaccio sono senza dubbio i principali protagonisti delle Olimpiadi Invernali.
Oggi andiamo ad analizzare nel dettaglio le 5 discipline olimpiche che si svolgono sul ghiaccio, all’interno di arene indoor: Hockey su Ghiaccio, Pattinaggio di velocità, Short Track, Pattinaggio di figura e Curling.
Hockey su Ghiaccio
Lo sport di squadra invernale per eccellenza, debutta all’olimpiade di Chamonix, del 1924, primissima edizione delle olimpiadi invernali.
Nato in Canada nel XIX secolo, deve il suo nome a una parola francese hoquet, che significa bastone. Lo sport infatti consiste nell’indirizzare un disco di gomma vulcanizzata, il cosiddetto puck, attraverso un bastone curvo, verso la porta della squadra avversaria, con l’obiettivo di segnare più gol della squadra avversaria. Le squadre possono schierare in campo massimo 6 giocatori contemporaneamente: 5 di movimento e un portiere.
La partita dura 60 minuti effettivi, suddivisi in 3 tempi da 20 minuti ciascuno e in caso di parità prevede un overtime con regola del golden gol e eventualmente i calci di rigore.
Finlandia maschile e Canada femminile cercheranno di confermare l’oro di Pechino 2022, rispettivamente nelle location del PalaItalia a Santa Giulia e nell’arena che sarà allestita nel contesto di Rho Fiera Milano.
Pattinaggio di velocità
Tra gli sport individuali, uno dei più antichi è il pattinaggio di velocità, presente anch’esso nel programma olimpico a partire dalla prima edizione francese del 1924.
Le sue origini si devono ai Paesi Bassi, dove già nel XIII secolo era utilizzato come mezzo di locomozione rapido e comodo per attraversare corsi d’acqua ghiacciati.
Sono previste diverse gare: 500m, 1000m, 1500m, 5000m e 10.000m maschili, 500m, 1000m, 1500m, 3000m e 5000m femminili. Due gare particolari sono la mass start maschile e femminile, che prevede degli sprint intermedi con dei punteggi, che accumulati formeranno la classifica finale. Ultima gara è l’inseguimento a squadre.
La velocità sui pattini è circa doppia rispetto a quella di un uomo che corre e raggiunge circa i 45 km/h.
Nell’ultima edizione di Pechino, al primo posto del medagliere generale della disciplina si sono classificati i Paesi Bassi, che nella cornice di Rho Fiera Milano cercheranno di ripetersi.
Short Track
Debuttante all’olimpiade di Albertville 1992, lo short track è uno degli sport più adrenalinici tra quelli su ghiaccio.
Originario del Nordamerica, si differenza dal pattinaggio di velocità per le curve strette e i rettilinei brevi, percorsi a una velocità tale da costringere gli atleti a poggiare un braccio a terra per mantenersi in equilibrio.
Differente anche la modalità di gara, con i pattinatori che non gareggiano contro il tempo, ma contro gli avversari, con dei round ad eliminazione, in cui è fondamentale non solo la velocità, ma anche trovare il momento giusto per sorpassare l’avversario.
Le gare si correranno nella location del Forum d’Assago su una pista di 111,12 metri. Uomini e donne gareggiano nei 500, 1000 e 1500m, una staffetta maschile di 5000m e una femminile di 3000. L’ultima gara in programma è la mixed relay da 2000m.
Simbolo di questo sport la portabandiera azzurra a Pechino 2022, Arianna Fontana, che sarà chiamata a difendere le ottime medaglie ottenute.
Pattinaggio di figura
Lo sport più antico tra quelli in programma è anche l’unico ad essere entrato nel programma olimpico estivo.
Questa disciplina singolare si distingue per la sua dimensione artistica.
Le gare sono singole (maschile e femminile), di coppia, a squadre e l’artistica-danza.
In tutte le competizioni, sono previste un free programme e uno short programme che si distinguono tra loro per la differente libertà di esecuzione di elementi tecnici obbligatori.
I punteggi che decretano la classifica sono assegnati da una giuria per gli elementi tecnici e una per altre componenti artistiche.
A guidare il medagliere nell’edizione di Pechino, gli Stati Uniti, attesi alla riconferma Mediolanum Forum di Assago.
Curling
Sport olimpico a partire dall’olimpiade del 1924 a Chamonix, deve il suo nome al termine “curl”, che è l’effetto che viene impresso a una pietra di granito levigato (stone), che viene lanciata dai giocatori sulla pista di ghiaccio. L’obiettivo è quello di far fermare le stone il più vicino possibile al centro di una serie di cerchi concentrici presenti sulla pedana.
Elemento iconico della disciplina è il movimento di “sweeping”, una sorta di pulitura della superficie ghiacciata, eseguita con una scopa di saggina, per influenzare la velocità e la traiettoria della pietra.
Il match è composto da dieci turni detti “end”, in cui vengono lanciate 16 stone, la cui posizione determina il punteggio finale.
Le gare, che si terrano nell’Olympic Stadium di Cortina, saranno la gara femminile e maschile (entrambe con squadre da 4 componenti) e il doppio misto, disciplina in cui a Pechino 2022 hanno trionfato gli azzurri Amos Mosaner e Stefania Costantini.
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Una voce metallica ma ben riconoscibile romba in questi giorni sui canali social dell’evento indie più noto e atteso di Milano. È la voce di Sandro Pertini, ricostruita dall’intelligenza artificiale, e dice più o meno cosi: “Grande è la confusione, grandissima è l’eccitazione per festeggiare il conseguimento della maggiore età: giovedì 23 maggiodel corrente anno 2024 vi invitiamo all’apertura del MI AMI festival.”
Avete capito bene: torna il MI AMI, il festival dei baci e della musica bella, com’è stato da anni ribattezzato. Dal 24 al 26 Maggio 2024, all’idroscalo di Milano, precisamente al circolo Magnolia.
Milano vicina all’Europa
Milano è la metafora dell’amore: lo cantano i Baustelle, grandi assenti di quest’anno ma affezionati della rassegna fin dalle prime edizioni. E infatti il MI AMItorna a ricordarvi che non è vero che Milano d’estate è solo zanzare e malinconie, drink annacquati e voglia d’andar via. Che basta darle un po’ di fiducia, a questa città troppo seria e lavoratrice, per scoprire che, come disse una volta Battisti, la Milano estiva è «più amica, più umana, più romantica».
L’estate meneghina è dunque anche e soprattutto quella di festival e appuntamenti che strizzano l’occhio al panorama delle maggiori città europee, da Berlino a Barcellona, e ilMI AMIanche quest’anno aprirà le danze, in quegli ultimi giorni di Maggio prima che l’asfalto diventi molle e i vestiti si appiccichino addosso.
Preferirei, del verde tutto intorno
Nato nel maggio del 2005, da un’idea di Carlo Pastore e Stefano Bottura , negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, fin dalla seconda edizione il MI AMI si è sposato al Magnolia, un angolo di verde che ricorda più Roma che Milano, tanto raro in città che chi lo conosce e lo frequenta ben si guarda dal diffondere troppo la voce.
Quest’anno i palchi saranno ben tre, circondati da altrettante zone di decompressione ( di cui siamo certi avrete bisogno). Le zone prevedono un market vintage e differenti editori musicali di realtà indipendenti con il loro merchandising.Il MI FAI è lo “spin-off” del MI AMI, una rassegna di illustrazione, fumetto e disegno, con performance live anche simultaneamente ai concerti.
Sweet eighteen
Il MI AMI insomma, si prepara a spegnere diciotto candeline e cambia pelle: sarà un festival trasformato, non solo indie ma capace di abbracciare un gusto eclettico tutto nuovo. E in questa lunga rincorsa verso fine Maggio, inizia a prendere forma la line up, che quest’anno ospiterà, tra gli altri: una data del già esaurito tour di Calcutta e il ritorno sul palco dei CCCP.
A esibirsi venerdì 24 maggio saranno Chiedo, Colapesce e Dimartino, Daniela Pes, Diss Gacha, Ele A, Irbis, Lauryn, Marco Castello, Tony Boy, Tre Allegri Ragazzi Morti (che si esibiranno anche i due giorni successivi). Sabato 25 maggio sarà il turno di Auroro Borealo, Ditonellapiaga, Ex Otago, Lamante, Rosa Chemical, Santamarea, Tony Scorpioni, Tropico e Willie Peyote. A chiudere, domenica 26 maggio, Bar Italia, Coca Puma, Cumgirl8, Il mago del gelato, Lucio Corsi, Marta Del Grandi e i Phoenix.
BIGLIETTI E ABBONAMENTI
La biglietteria online sarà operativa a partire dalle 10 di giovedì 14 marzo, chi ha già acquistato l’abbonamento riceverà una mail da Dice con tutte le istruzioni per l’acquisto del biglietto. Non resta che accaparrarsi un biglietto… e qualcuno da baciare!
Mercurial Dream Speed 006 Superfly Elite, il nuovo modello per rispondere al meglio alle esigenze di ogni calciatore, coniugando passato e futuro del marchio Nike
Se il resto delle marche rappresentano tradizione, Nike rappresenta il concetto di innovazione. Fondata negli anni 60 prese il nome dalla divinità greca della vittoria, Niké. L’obiettivo della marca americana è quello di stare sempre un passo avanti in tecnologia e design. Questa voglia di rivoluzione viene espressa nel nuovo modello Nike Mercurial Dream Speed 006 Superfly Elite, delle scarpe che potenziano al massimo velocità del giocatore e rappresentano un ibrido tra rapidità e stabilità.
Di più sulla scarpa
Ispirate al modello precedente, le nuove Nike Mercurial (Dream Speed 006 Superfly Elite), offrono una qualità di altissimo livello, per te che vuoi sempre il meglio. Create con un nuovo tipo di materiale, offrono un tocco migliore sul pallone ma non solo, infatti, il loro design creativo aiuta l’atleta nella precisione del tiro e nel controllo ravvicinato.
Un’ulteriore novità è data dal suo collare dinamico, in grado di avvolgere la caviglia in un morbido tessuto elasticizzato che offre una calzatura più stabile e sicura.
Nella tomaia (superfice esterna della calzatura) della nuova Mercurial, il nuovo Flyknit è fatto di 4 materiali che forniscono traspirabilità, riduzione del peso, supporto e tocco.
I tacchetti a triade situati sul metatarso forniscono la trazione alla massima velocità e quelli sul tallone aiutano nelle frenate e forniscono stabilità.
Maggiore sicurezza
Questo nuovo modello è caratterizzato da un materiale aderente che offre un tocco migliore sulla palla. È un tipo di scarpa che si adatta alla forma del piede ed è in grado di offrire la stessa stabilità sia su superfici asciutte che bagnate. Per ottenere questi risultati sono stati svolti diversi test su centinaia di atleti. Il risultato è una punta più sagomata e una maggiore aderenza sul tallone.
Massimo comfort
La simmetria che c’è tra il collare e il tallone della scarpa è stata pensata introdotta per garantire un maggiore comfort. Sono stati introdotti nuovi dettagli sul tallone, che lo rendono più morbido, e grazie alla quale la scarpa si adatta più facilmente e velocemente alla forma del piede. Aiutano inoltre a ridurre le irritazioni e la pressione senza però dover rinunciare alla stabilità.
Il nostro nuovo sistema di allacciature ti consente di dimenticarti dei lacci quando è il momento di giocare, e grazie alla nostra copertura su di essi verrà garantito un contatto pulito con la palla.
Per quanto riguarda la suola, Nike opta per una (suola) modulare in due pezzi. Questo riduce il peso al minimo mentre migliora l’esplosività della scarpa. Inoltre, essendo ammortizzata favorisce inoltre una maggiore comodità durante l’utilizzo.
Sul campo
I tacchetti funzionano in sinergia con gli intagli di flessione nell’avampiede, questo favorisce una buona attrazione e degli ottimi cambi di direzione. Altra novità importante sono le linee introdotte sulla suola, progettate e disegnate secondo i tuoi movimenti in campo. Ideale per campi in erba corta, anche bagnata, ma efficace anche sugli altri tipi di campo.
Perché comprarle
Fare la scelta giusta, quando parliamo di scarpe da calcio, essenziale per numerosi motivi. È importante fare la scelta corretta, sia che si tratti di un’occasione importante sia per una partita tra amici, ma anche per trarre i maggiori vantaggi e evitare gli svantaggi. Tra i vantaggi che possono esserci nello scegliere le nostre nuove Nike Mercurial ci sono:
– Miglioramento delle prestazioni fisiche
– Riduzione del rischio di infortuni, dolori e contratture
– Miglior controllo e tocco di palla
– Maggior velocità, precisione e stabilità
Tra gli svantaggi più comuni nello scegliere un tipo di scarpe non adatto c’è un aumento del rischio di infortuni, la possibilità di avere dolori e fastidi dopo l’attività fisica, inoltre, una cattiva suola inoltre non garantisce una giusta presa.
Sono state sviluppate per il giocatore che compete al più alto livello e che è alla ricerca di scarpe di gamma alta con cui esprimere la massima velocità.
Non solo per le tue prestazioni in campo, ma anche e soprattutto per la tua salute e il tuo benessere.
Insegui i tuoi sogni
Le Nike Mercurial sono pensate per i giocatori più veloci, massima leggerezza senza rinunciare alla trazione e all’efficacia nelle uscite esplosive o frenate. Sono le scarpe perfette per chi ricerca sostegno nella velocità e nella accelerazione, e allo stesso tempo un prodotto leggero e innovativo. Sono le scarpe di calciatori del calibro di Cristiano Ronaldo, Eden Hazard, Douglas Costa e Alexis Sánchez.
In questo nuovo capitolo delle Mercurial Dream Speed, 006, il marchio americano presenta una nuova edizione degli scarpini creati da Cristiano Ronaldo, che raccontano nella loro decorazione momenti importanti della vita del portoghese. Questa volta, una finitura floreale rappresenta i paesi in cui la stella di Madeira ha sviluppato il suo calcio.
Cosa offriamo
Per scegliere la scarpa da calcio giusta per te, dovresti prendere in considerazione l’erba o il terreno su cui giochi, le tue abilità e le tue caratteristiche tecniche. Scegliere una suola che ti garantisca una buona trazione sul campo da calcio su cui giochi o una scarpa con le caratteristiche di peso e materiale che meglio si adattano alle tue caratteristiche è essenziale. Qui troverai tutte le scarpe da calcio sul mercato, da quelle in pelle naturale a quelle ultraleggere e sintetiche, fino alle scarpe senza lacci con calze, per uomini, donne e bambini. Con tutti i tipi di suole e gamme disponibili.
Da problema a risorsa
Questa è inoltre la nostra prima collezione di scarpe da calcio realizzata in parte con Parley Ocean Plastic.
Stiamo attuando azioni concrete per fare in modo che i rifiuti non rimangano tali per sempre. Trasformando il problema in una risorsa, ci impegnano insieme agli atleti di tutto il mondo per fare scelte più consapevoli.
Da soli non salveremo gli oceani, ma tutto ciò rappresenta il nostro impegno nello sviluppo di prodotti innovativi e nella lotta all’inquinamento causato dalla plastica.
Dove puoi trovarci
Per tenerti aggiornato su tutte le ultime uscite, puoi seguirci sul nostro profilo Instagram (@nikefootball), Twitter (@nikefootball), oppure consultare il nostro sito (www.nike.com).
C’è una nuova promettente artista in città, e il suo nome è LVRA. Parliamo del suo nuovo singolo “DEAD”.
Il pensiero del giudizio altrui a volte spaventa, facendoci chiudere in noi stessi. Altre, invece, ci spinge a combattere, a lottare per migliorarci e dimostrare quanto gli altri si sbaglino. È ancora più liberatorio, però, quando smettiamo totalmente di dare importanza a queste voci: acquisiamo un potere unico, una consapevolezza di noi stessi che ci eleva al di sopra di qualunque cosa. È esattamente ciò che prova LVRA (nome d’arte di Rachel Lu, cantante irlandese di origini cinesi) nel suo ultimo singolo, “DEAD”.
Il brano ci offre un delizioso synth alt pop contornato da influenze orientali, in cui beat orecchiabili si uniscono all’uso di strumenti musicali tipicamente cinesi, come il bianzhong e lo xiao. Tradizione e modernità, Occidente e Oriente si fondono in un tutt’uno, accompagnati dalla voce di LVRA che si destreggia tra rap e cantato.
Sia il brano sia il video ci fanno pensare, da subito, una cosa sola: ci troviamo davanti a una leonessa, “una comandante”. Una regina, un’imperatrice che conosce perfettamente il suo valore e il suo talento ma sa altrettanto bene che dovrà lottare per conquistare quel posto che le è predestinato. Non è un caso che nel video venga rappresentato questo dualismo, con una donna forte e sicura del suo destino e un’altra agguerrita, che lotta per la propria sopravvivenza.
È quel conflitto che coinvolge ciascuno di noi, la paura di non riuscire ad emergere unita alla consapevolezza di avere qualcosa di unico, che merita un riconoscimento. Anche il colore stesso che predomina nel video – il rosso – presenta bene questo contrasto: se in genere è ritenuto un colore forte associato al sangue e alla paura, la tradizione cinese vuole che simboleggi la felicità. E, a prescindere dalla tradizione, anche nella vita di ogni giorno è difficile trovare le due sensazioni nettamente separate. Così come buio e luce si susseguono e convivono in un ciclo eterno, paura e gioia non possono essere separate, perché di conseguenza non ci sarebbe armonia – e nemmeno vita, di conseguenza.
Da ciò che abbiamo detto finora, si può capire bene che la creatività e l’espressione artistica di LVRA siano di un’unicità rara. Al punto che la cantante dei CHVRCHES, Lauren Mayberry, si è già dichiarata una grande fan della sua arte. C’è chi non ha paura di definirla la nuova Billie Eilish, ma sentiamo di doverci distaccare da questa definizione: la musica di LVRA è così ricca e unica che non ha davvero bisogno di essere accostata ad altri artisti (per quanto siano validi, sia chiaro). E questo si era già visto con “LVCID”, EP uscito l’anno scorso. Con pezzi come “U Should Be In Love With Me” e “Wall”, la cantante dà vita a disco molto soft e dolce che non passa sicuramente inosservato.
Per quanto sia un’artista di appena vent’anni e con un solo EP alle spalle, non possiamo fare a meno di dirci che la musica di LVRA sia la ventata d’aria fresca di cui avevamo tutti bisogno. Dal suo prossimo EP – in uscita quest’estate – non possiamo che aspettarci il meglio, e siamo sicuri che chiunque l’abbia ascoltata concorderà con noi. Altrimenti? Attenti, l’imperatrice potrebbe arrivare da voi e dirvi, con la sua voce seducente, “You’re dead”.
La 821 è l’ultima arrivata del marchio Monster. Scopriamo insieme le radici del brand che dagli anni 90 infiamma il cuore dei motociclisti.
La nuova Ducati Monster 821G
Chiamatemi Monster Siamo a Colonia. Qui in occasione del Salone del 1992 viene presentata l’M 900. Il progetto disegnato da Miguel Galluzzi è dirompente; con la sua essenzialità va controcorrente rispetto alla tendenza di quegli anni in cui la produzione mondiale disegnava moto dalle forme abbondanti e molto carenate. È da questo modello che si costruirà la fortuna delle moto “nude” in generale, e del marchio Monster in particolare. Già, perché si narra che il nome Monster non sia un sostantivo anglosassone, ma sia di pura origine popolare emiliano-romagnola: “Ma l’è proprio un monster” pare sia stata la reazione di un operaio bolognese alla vista del prototipo di Galluzzi. Di lì a furor di popolo venne adottato il nome Monster invece della fredda sigla M.
La prima Ducati M900 del 1992
Più anime per un’unica moto Il Monster fin dalla sua nascita presenta elementi di altre moto della gamma Ducati. Ma è più che un assemblaggio di parti già progettate; piuttosto è una moto che esibisce l’essenza della casa bolognese in tutte le sue declinazioni. Il telaio dell’M 900, per esempio, deriva dalla mitica 851 e in tempi più recenti per il Monster S4RS del 2006 è stato scelto il motore della Superbike 998.
La Ducati 851, da cui l’M 900 prende il telaio
Diverse versioni, stesso cuore Dal primo modello del 1992 a oggi il Monster ha avuto ben 19 cilindrate differenti per il suo propulsore. Eppure il cuore pulsante del “mostro” ha sempre mantenuto lo stesso schema: due cilindri a L di novanta gradi con la classica distribuzione Desmodromica Ducati.
Il bicilindrico a L del Monster 1200
Vuoi salire in sella a un mito? Compila il form e prenota il tuo test ride sulla nuova Ducati Monster 821.
L’azienda Sevesina, leader per la lavorazione di prodotti in metallo, è ancora oggi uno dei simboli della cittadina brianzola. Ripercorriamo insieme la storia di GMG RONZONI, sopravvissuta al disastro della diossina.
Dal 62 al 67
Dopo vari tirocini come garzone nelle ditte della zona, Giuseppe Ronzoni (classe 1932) inizia a lavorare nelle Officine Seveso, rinomata ditta di carpenteria per la fabbricazione di condizionatori e serbatoi ad aria.
Imparato il mestiere, il giovane fabbro si mette in società nel Marzo del 1962 con Redaelli che dura fino al 1967, anno in cui Giuseppe decide di mettersi in proprio.
Il disastro ambientale della diossina
La piccola ditta di carpenteria in ferro inizia a farsi spazio tra i concorrenti delle zone limitrofe per la produzione di cancelli, inferriate e altri prodotti in ferro. Ma la neonata azienda deve fare i contri con un disastro ambientale conosciuto come diossina. Nel caldo luglio del 76, una nube tossica invade la città di Seveso e Meda (e poi le zone limitrofe) in seguito all’esplosione della fabbrica chimica ICMESA.
Seveso divenne una zona blindata con elevata pericolosità. Tuttavia fu proprio il fabbro Giuseppe a battersi, insieme ad altri imprenditori del luogo per creare la ‘zona di rispetto’ in cui poter continuare a lavorare per non danneggiare l’economia locale.
Il boom edilizio e la creazione della società GMG
Con il boom edilizio negli anni 80, permisero all’azienda di farsi conoscere per prodotti fondamentali in case e condomini: cancelli, inferriate, balconi caratterizzati da un’autentica lavorazione artigianale. Giuseppe in questo periodo viene affiancato dai due figli Giorgio e Matteo, creando nell’ottobre dell’86, la GMG RONZONI che introduce la lavorazione di leghe, in particolarealluminio volto alla produzione di infissi e serramenti.
Gli ultimi anni ad oggi
L’impegno e la bravura di Giuseppe e dei suoi figli sono stati ripagati negli ultimi anni da una clientela affezionata e soddisfatta. I loro prodotti artigianali sono richieste da grandi aziende edili brianzole come la Locatelli & Ragazzo S.p.a
Ad oggi l’azienda continua ad essere operativa, guidata da Giorgio Ronzoni anche dopo i recenti lutti: la morte di Giuseppe e la prematura scomparsa del figlio Matteo.