Ducati Monster 821, quali sono le origini del mito?

di Ares Lanzoni

La 821 è l’ultima arrivata del marchio Monster. Scopriamo insieme le radici del brand che dagli anni 90 infiamma il cuore dei motociclisti.

La nuova Ducati Monster 821G


Chiamatemi Monster
Siamo a Colonia. Qui in occasione del Salone del 1992 viene presentata l’M 900. Il progetto disegnato da Miguel Galluzzi è dirompente; con la sua essenzialità va controcorrente rispetto alla tendenza di quegli anni in cui la produzione mondiale disegnava moto dalle forme abbondanti e molto carenate. È da questo modello che si costruirà la fortuna delle moto “nude” in generale, e del marchio Monster in particolare. Già, perché si narra che il nome Monster non sia un sostantivo anglosassone, ma sia di pura origine popolare emiliano-romagnola: “Ma l’è proprio un monster” pare sia stata la reazione di un operaio bolognese alla vista del prototipo di Galluzzi. Di lì a furor di popolo venne adottato il nome Monster invece della fredda sigla M.

La prima Ducati M900 del 1992


Più anime per un’unica moto
Il Monster fin dalla sua nascita presenta elementi di altre moto della gamma Ducati. Ma è più che un assemblaggio di parti già progettate; piuttosto è una moto che esibisce l’essenza della casa bolognese in tutte le sue declinazioni. Il telaio dell’M 900, per esempio, deriva dalla mitica 851 e in tempi più recenti per il Monster S4RS del 2006 è stato scelto il motore della Superbike 998.

La Ducati 851, da cui l’M 900 prende il telaio



Diverse versioni, stesso cuore
Dal primo modello del 1992 a oggi il Monster ha avuto ben 19 cilindrate differenti per il suo propulsore. Eppure il cuore pulsante del “mostro” ha sempre mantenuto lo stesso schema: due cilindri a L di novanta gradi con la classica distribuzione Desmodromica Ducati.

Il bicilindrico a L del Monster 1200



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